Nonintervista #1: Agata Matteucci

Da oggi ospitiamo una rubrica chiamata Nonintervista.
E’ un modo per confrontarci con altre realtà che come noi sono immerse in un ambito creativo, che sia fotografia, architettura, artigianato, illustrazione o altro, facendo loro un’intervista, ma senza domande.

 

AGATA MATTEUCCI E IL FUMETTO

 

Le terribili leggende che si tramandano i bambini di Agata Matteucci

Ciao a tutti, sono Agata, vivo a Bologna e tra le tante attività inutili in cui spreco il mio tempo oggi vi parlerò di quella meno remunerativa: il fumetto!
Ho sempre disegnato fumetti, sin da quando ho scoperto di avere il pollice opponibile. Negli anni ho dato sfogo alle mie idee scrivendo diverse storie e pubblicando un libro-raccolta di strisce intitolato “Leo & Lou” che ho reso pure in forma di piccola performance teatrale (dato che mi vergognavo a parlarne in pubblico ho preferito far parlare i miei personaggi).

Ultimamente mi sono fissata su un nuovo progetto: “Le terribili leggende metropolitane che si tramandano i bambini”. Come da titolo, le Terribili leggende è una serie di vignette che illustrano i falsi miti a cui, per un motivo o per l’altro, abbiamo ciecamente creduto durante la nostra infanzia. Lo scopo che mi ero prefissa è innanzitutto far divertire, ma anche cercare di riportare alla mente dei lettori quanto suggestivo sia l’universo parallelo dei bambini. Le terribili leggende che si tramandano i bambini di Agata Matteucci

Da bambina sono stata profondamente convinta della veridicità di molte delle leggende metropolitane che ho illustrato (e che illustrerò). Il fatto è che i bambini sono davvero dei gran creduloni – o almeno io lo ero. Ad esempio, tutt’oggi non mangio la punta della banana (la leggenda vuole che sia potenzialmente tossica per la puntura di un insetto velenoso) e per anni ho creduto che “fare gli occhi storti” fosse molto dannoso per la vista.

Questo mi ha fatto capire che molte delle verità indiscusse che apprendiamo da bambini – imparate di solito grazie a un sadico adulto o un compagno di scuola a cui l’ha detto “suo cugino” – si sedimentano nella nostra memoria provocando a volte dei veri e propri traumi, dei segreti tabù che ci trasciniamo fino all’età adulta, alimentando le nostre insicurezze e nevrosi personali. 

Ciò detto, sottolineo anche che trovo molto divertente disegnare bambini che muoiono.

La mia speranza con le Terribili leggende è riuscire a coinvolgere il maggior pubblico possibile, contando sul fatto che potenzialmente tutti noi ci riconosciamo in una qualche paura legata all’infanzia e perciò potremmo sentirci direttamente coinvolti in molte delle vignette.  La mia intenzione è comunque quella di sfruttare il più possibile il potere dei social network: ne ho fatto una pagina Tumblr  e una pagina Facebook  e condivido ogni nuovo post sul mio profilo Twitter con l’hashtag #terribilileggende,e sul mio sito personale www.agatamatteucci.com/

Agata Matteucci

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